Il Digital Omnibus conferma l’importanza dell’AI Literacy. Scopri cosa devono fare le aziende e come formare i lavoratori sull’uso consapevole dell’IA.
L’Intelligenza Artificiale è già entrata nella quotidianità di molte organizzazioni. Strumenti generativi, chatbot, traduttori automatici, applicazioni per l’analisi dei dati e software dotati di funzionalità intelligenti vengono utilizzati ogni giorno da lavoratori e responsabili aziendali.
Non sempre, però, il loro impiego è accompagnato da regole chiare e da un’adeguata conoscenza dei rischi. L’utilizzo inconsapevole dell’IA può infatti comportare errori, diffusione di informazioni riservate, violazioni della privacy, risultati discriminatori o un’eccessiva delega delle decisioni agli strumenti automatizzati.
Il Digital Omnibus ha modificato alcune scadenze dell’AI Act, in particolare quelle relative ai sistemi di Intelligenza Artificiale classificati come ad alto rischio.
Non si tratta, però, di una sospensione generale del Regolamento europeo.
L’obbligo di intervenire sull’alfabetizzazione in materia di Intelligenza Artificiale, previsto dall’Articolo 4 dell’AI Act, viene confermato, anche se con una formulazione più flessibile.
Il nuovo testo richiede ai fornitori e alle aziende che utilizzano sistemi di IA di adottare misure volte a sostenere lo sviluppo dell’AI Literacy del proprio personale. Non viene richiesto di garantire a ogni lavoratore uno specifico livello di competenza, ma resta necessario intraprendere iniziative coerenti con:
La formazione non deve quindi essere identica per tutte le organizzazioni, ma proporzionata alle attività svolte e alle responsabilità delle persone coinvolte.
L’AI Literacy non interessa soltanto le aziende che sviluppano algoritmi o utilizzano sistemi complessi.
Riguarda anche le organizzazioni nelle quali i lavoratori utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale per scrivere testi, effettuare ricerche, tradurre documenti, preparare presentazioni, analizzare informazioni o creare immagini.
In questi casi è importante che le persone sappiano riconoscere i limiti degli strumenti utilizzati, verificare l’attendibilità dei risultati e comprendere quali informazioni non devono essere inserite all’interno delle piattaforme.
Un testo prodotto dall’IA può apparire corretto anche quando contiene informazioni inesatte. Allo stesso modo, l’inserimento di dati personali, documenti riservati o informazioni aziendali all’interno di strumenti non autorizzati può esporre l’organizzazione a rischi difficili da controllare.
Il primo passo consiste nel comprendere quali strumenti di IA siano già utilizzati, anche informalmente, all’interno dell’organizzazione.
Successivamente è opportuno definire alcune regole di base: quali applicazioni possono essere impiegate, quali dati non devono essere condivisi, quando è necessaria una verifica umana e come devono essere segnalati eventuali errori o anomalie.
La formazione permette poi di trasformare queste indicazioni in comportamenti concretamente applicabili. Un percorso efficace dovrebbe aiutare i lavoratori a:
È inoltre utile conservare evidenza delle iniziative realizzate, attraverso registri della formazione, attestati di partecipazione, materiali distribuiti e procedure interne.
Per supportare le aziende nell’avvio di questo percorso, IMPRESA 81 propone il corso AI Literacy per lavoratori.
Il corso fornisce ai partecipanti le conoscenze fondamentali per comprendere opportunità, limiti e rischi dell’IA nei contesti professionali.
Durante il percorso vengono approfonditi:
La prima edizione multiaziendale è programmata per settembre 2026 e nel corso dell’anno saranno pianificate nuove date.
IMPRESA 81 può inoltre organizzare il corso in modalità personalizzata per la singola azienda, adattando esempi e contenuti agli strumenti effettivamente utilizzati, ai ruoli coinvolti e alle procedure interne.
La formazione può essere realizzata in presenza o in videoconferenza e, in presenza dei requisiti previsti, può essere inserita all’interno di un piano finanziato tramite Fondimpresa.
Il Digital Omnibus concede più tempo per alcuni degli adempimenti più complessi dell’AI Act, ma non riduce l’importanza della formazione.
L’Intelligenza Artificiale è già presente nei processi aziendali. Intervenire oggi significa evitare che il suo utilizzo cresca in modo spontaneo e non controllato, trasformandolo invece in una competenza consapevole, sicura e utile per tutta l’organizzazione.