Il D.L. 31 ottobre 2025, n. 159 introduce per le imprese con più di 15 dipendenti un nuovo obbligo di comunicazione dei mancati infortuni (near miss). Dal 2026 le aziende dovranno identificare, registrare, analizzare e trasmettere dati aggregati relativi agli eventi che avrebbero potuto causare un infortunio sul lavoro, ma che non hanno prodotto danni.
Si tratta di una novità rilevante nel quadro della sicurezza sul lavoro, perché rafforza l’approccio preventivo: non si interviene solo dopo l’infortunio, ma si agisce sui segnali deboli che anticipano il rischio.
Un mancato infortunio è un evento potenzialmente pericoloso che non ha generato conseguenze per circostanze fortuite o marginali.
Esempi tipici includono la caduta di un oggetto vicino a un lavoratore, uno scivolamento senza danni fisici o un malfunzionamento temporaneo di un’attrezzatura.
Nel sistema di prevenzione aziendale, i near miss rappresentano un indicatore precoce di rischio e consentono di intercettare criticità organizzative, tecniche o comportamentali prima che si trasformino in infortuni reali.
Le imprese con più di 15 dipendenti dovranno:
Il nuovo obbligo si integra con il Decreto Legislativo 81/2008, rafforzando il sistema di gestione dei rischi già previsto dal Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.
La registrazione e analisi dei mancati infortuni non è solo un adempimento normativo, ma uno strumento concreto di miglioramento organizzativo.
Documentare questi eventi consente di:
A livello nazionale, la raccolta di dati aggregati permetterà di sviluppare indicatori predittivi e di individuare i settori maggiormente esposti, orientando politiche di prevenzione più efficaci.
Per conformarsi alla normativa sui near miss è fondamentale tradurre l’obbligo in una procedura tracciabile ma sostenibile.
Occorre definire una procedura chiara di segnalazione, stabilendo ruoli, responsabilità e modalità di raccolta delle informazioni. I lavoratori devono essere informati su cosa sia un mancato infortunio e su come segnalarlo, in un clima non colpevolizzante che favorisca la partecipazione.
Dal punto di vista documentale, è consigliabile raccogliere almeno: data, luogo, reparto, attività in corso, descrizione dell’evento, condizioni ambientali e potenziali conseguenze.
Per il monitoraggio aziendale risultano particolarmente utili indicatori come il numero di near miss per periodo, il tempo medio di attuazione delle azioni correttive e la percentuale di segnalazioni che generano interventi concreti.
Naturalmente, la gestione deve avvenire nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali e della riservatezza delle segnalazioni.
Integrare la gestione dei mancati infortuni in un sistema conforme alla ISO 45001 consente di inserirli nel ciclo di miglioramento continuo (Plan-Do-Check-Act).
In questo modo, la segnalazione dei near miss diventa parte integrante della strategia aziendale di prevenzione, contribuendo a rafforzare la cultura della sicurezza e la resilienza organizzativa.
Con la nuova versione di JOB 81, la gestione dei mancati infortuni può essere effettuata direttamente in piattaforma.
Il sistema consente di:
Digitalizzare la gestione dei near miss significa semplificare gli adempimenti, ridurre il rischio di errori o dispersione documentale e trasformare un obbligo di legge in uno strumento concreto di prevenzione.
Il nuovo obbligo di comunicazione dei mancati infortuni rappresenta un’evoluzione importante nel sistema italiano di salute e sicurezza sul lavoro.
Promuovere la segnalazione senza colpevolizzare i lavoratori significa costruire ambienti più sicuri, ridurre costi umani ed economici e migliorare la solidità dell’organizzazione.
IMPRESA 81 supporta le aziende nell’adeguamento al D.L. 159/2025 e nell’implementazione di una gestione strutturata dei near miss direttamente tramite JOB 81, trasformando la compliance normativa in un’opportunità concreta di crescita e prevenzione.