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Tutto quello che devi sapere sul RENTRI

RENTRI: pubblicato il decreto con le modalità operative per gestire la tracciabilità dei rifiuti da parte di enti e imprese.

  • 25 Marzo 2024
  • Gestione ambientale
Tutto quello che devi sapere sul RENTRI

Con il Decreto del 4 aprile 2023, n.59, entrato in vigore il 15 giugno 2023, si pone maggiore attenzione al RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, uno strumento su cui il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, il MASE, fonda il sistema di tracciabilità dei rifiuti e prevede una digitalizzazione dei documenti relativi alla gestione dei rifiuti.

Esso è suddiviso in due sezioni:

  • Anagrafica: raccolta dei dati degli operatori e di tutte le informazioni relative alle autorizzazioni.
  • Tracciabilità: raccolta dei dati relativi agli adempimenti degli articoli 190 e 193 del Dgls 152/2006.
Quali aziende dovranno iscriversi al RENTRI?

Stando al DM 59/2023, entrato in vigore il 15 giugno 2023, hanno obbligo di accreditamento al RENTRI:

  • Gli enti e le imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti;
  • I produttori di rifiuti pericolosi;
  • Gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale
  • I Consorzi istituiti per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti;
  • I comuni, consorzi e comunità montane con riferimento ai rifiuti non pericolosi.

Tutti i soggetti che rientrano in questo elenco dovranno iscriversi alla piattaforma telematica per la trasmissione dei dati inerenti alla gestione dei rifiuti entro un arco temporale che va dai 18 ai 30 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento. I costi sono variabili a seconda di numerosi fattori, tra cui le dimensioni dell’azienda.

I soggetti non obbligati ad accreditarsi dal RENTRI, o per i quali non decorre ancora l’obbligo, possono farlo volontariamente e si potranno cancellare in qualsiasi momento a partire dall’anno solare successivo.
Si ricorda, inoltre, che sono esonerati dall’obbligo di iscrizione gli imprenditori agricoli che non producono rifiuti pericolosi.

Quali sono le tempistiche di entrata in vigore del RENTRI per le aziende?

Entrato in vigore a partire dal 15 giugno 2023, le aziende che devono adempire agli obblighi di legge hanno un periodo di transizione che va dai 18 ai 30 mesi per effettuare l’iscrizione. Le tempistiche sono diversificate in base alle dimensioni dell’azienda.

L’iscrizione al RENTRI deve essere effettuata con le seguenti tempistiche:

  • Dal 15 dicembre 2024 ed entro il 13 febbraio 2025: per enti o imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di cinquanta dipendenti, e per tutti gli altri soggetti diversi dai produttori iniziali (art.13 comma 1 lettera a) del decreto 59/2023);
  • Dal 15 giugno 2025 ed entro il 14 agosto 2025: per enti o imprese produttori di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con più di dieci dipendenti (art.13 comma 1 lettera b) del decreto 59/2023);
  • Dal 15 dicembre 2025 ed entro il 13 febbraio 2026: per tutti i restanti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi obbligati ai sensi dell'articolo 12, comma 1 del decreto 59/2023.
Le modalità operative per la trasmissione dei dati al RENTRi

A seguito del D.D.n59 del 4 aprile 2023 è stato pubblicato il Decreto Direttoriale n.143/2023 che definisce le modalità operative per la trasmissione dei dati al RENTRi, le modalità di accesso e di iscrizione da parte degli operatori e i requisiti informatici messi a disposizione degli operatori.

Queste modalità operative sono presentate in 18 schede articolate nei seguenti raggruppamenti:

  • Iscrizione al RENTRi
  • Gestione del registro Carico/scarico del formulario cartaceo
  • Tenuta del registro 
  • Trasmissione dei dati
  • Tenuta del registro e trasmissione dei dati mediante servizi di supporto
  • Requisiti e specifiche tecniche
Impresa 81 offre assistenza completa alle aziende in merito a tutti gli adempimenti di legge nonché ai problemi gestionali e alle procedure di lavoro che riguardano i vari aspetti ambientali (rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici…). Offre inoltre assistenza nel caso di sopralluoghi o richieste da parte degli enti di controllo.
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QR code);in caso di subappalto: indicazione dell’autorizzazione;in caso di lavoratore autonomo: indicazione del committente.I sistemi più evoluti permettono anche di collegare al badge informazioni su formazione obbligatoria e abilitazioni, idoneità sanitaria, eventuali limitazioni o prescrizioni, scadenze da monitorare.Questo è il vero valore per l’impresa: il badge diventa un cruscotto portatile sulla regolarità del lavoratore.Cosa cambia nel tuo cantiereL’introduzione del badge digitale non è solo un tema “IT”, ma impatta l’organizzazione quotidiana del cantiere.Accessi controllatiGli ingressi non sono più “dichiarati”, ma registrati: chi entra in cantiere deve essere abilitato e tracciato.Più trasparenza nella filieraÈ più semplice verificare chi è dipendente di chi, se ci sono subappalti autorizzati, se un lavoratore autonomo è effettivamente il committente indicato.Monitoraggio presenze e turniLa timbratura digitale associata al badge aiuta a gestire presenze, straordinari, turni e a rispondere in modo puntuale a eventuali richieste ispettive.Allineamento con PSC, POS e DUVRIDiventa più facile verificare la coerenza tra imprese indicate nei documenti di sicurezza, lavoratori presenti in cantiere e attività svolte.Rischi per chi non si adegua: non solo sanzioniNon adeguarsi al nuovo sistema di identificazione e tracciabilità significa esporsi a:sanzioni per mancata tessera/badge per datore di lavoro e lavoratore;possibili provvedimenti più pesanti in caso di controlli con riscontro di irregolarità;impatti diretti sulla patente a crediti nei cantieri: decurtazioni di punti in presenza di lavoro nero o personale non tracciato, rischio di arrivare alla soglia che comporta la sospensione dall’attività o l’esclusione da appalti.Il messaggio è semplice: non è solo un nuovo adempimento burocratico, ma un tassello che pesa molto nella valutazione complessiva della tua impresa.Cosa fare subito: la checklist per le impresePer passare dalla teoria alla pratica, puoi partire da questi passaggi:1. Mappa i cantieri interessatiElenca cantieri in corso e programmati in cui operi come affidataria, esecutrice, subappaltatrice o con lavoratori autonomi.2. Verifica la situazione attuale delle tessereControlla se tutti i lavoratori (dipendenti, somministrati, autonomi) hanno una tessera con foto, dati anagrafici, impresa/dat​​ore di lavoro, data di assunzione (or committente per autonomi).3. Scegli una soluzione per il badge digitaleValuta un sistema che ti consenta di generare badge fisici e digitali, gestire accessi e presenze in tempo reale, collegare il badge ai dati di formazione e idoneità, esportare i dati in modo compatibile con le piattaforme nazionali.4. Aggiorna procedure interne e istruzioni di cantiereInserisci l’obbligo di badge nelle procedure di ingresso in cantiere, nelle consegne ai preposti, nei regolamenti interni e nei POS.5. Forma preposti, capicantiere e lavoratoriSpiega perché si introduce il badge digitale, come verrà utilizzato, cosa succede se non si è in regola (internamente e verso gli organi di vigilanza).Come IMPRESA 81 può aiutartiIMPRESA 81 nasce proprio con l’obiettivo di semplificare la vita alle imprese su sicurezza e adempimenti.La soluzione digitale sviluppata da IMPRESA 81 per la gestione integrata di cantieri, personale e adempimenti è JOB 81.Con JOB 81 puoi:gestire in modo centralizzato badge digitali e accessi ai cantieri;tracciare presenze  per singolo cantiere e per impresa;collegare a ogni lavoratore formazione obbligatoria, idoneità sanitaria, abilitazioni e scadenze;produrre report rapidi e documentazione utile in caso di controlli o verifiche interne.In questo modo il badge digitale non rimane un ennesimo obbligo formale, ma diventa uno strumento concreto di controllo e tutela per la tua impresa, in linea con le nuove regole sulla patente a crediti e sul contrasto al lavoro irregolare.
  • Nuovo Accordo Stato-Regioni: aggiornamento biennale obbligatorio per i corsi Preposti
    Nuovo Accordo Stato-Regioni: aggiornamento biennale obbligatorio per i corsi Preposti Il nuovo Accordo Stato-Regioni n. 59 del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025, introduce importanti novità anche in materia di formazione dei Preposti.Una delle modifiche più rilevanti riguarda la frequenza di aggiornamento, che diventa obbligatoria ogni due anni.Aggiornamento Preposti: novità in vigore da subitoTra le disposizioni del nuovo Accordo, è stato confermato e reso operativo da subito l’obbligo di aggiornamento biennale per i Preposti.La formazione di aggiornamento deve avere una durata minima di 6 ore ogni 2 anni.Questa misura dà piena attuazione a quanto già previsto dal D.Lgs. 81/08, come modificato dalla Legge n. 215/2021, che aveva rafforzato il ruolo del Preposto nella gestione della sicurezza aziendale.IMPRESA 81 aveva già anticipato questo orientamento, applicando la scadenza biennale sin dall’entrata in vigore della legge 215/2021.Nuova data di riferimento: 24 maggio 2023L’Accordo fissa una nuova data di riferimento per il calcolo della scadenza dei corsi: 24 maggio 2023Da questa data derivano due casi distinti:● CORSI SVOLTI PRIMA DEL  24/05/2023Tutti i corsi, base o di aggiornamento, effettuati prima del 24 maggio 2023 dovranno essere aggiornati entro il 24 maggio 2026,cioè entro un anno dall’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni. Durata dell’aggiornamento: 6 ore● CORSI SVOLTI  DAL 24/05/2023 IN POIPer tutti i corsi base o di aggiornamento svolti dal 24 maggio 2023 in avanti, l’aggiornamento dovrà essere ripetuto ogni due anni, con 6 ore di formazione.Questa periodicità assicura il mantenimento costante delle competenze del Preposto, figura chiave per la vigilanza e l’applicazione delle misure di sicurezza in azienda.Modalità consentite: stop all’e-learningUn’altra importante novità riguarda le modalità di erogazione: l’e-learning non è più consentito per la formazione dei Preposti.Le uniche modalità ammesse sono:→Videoconferenza sincrona, con docente e partecipanti collegati in tempo reale→ Formazione in presenza, presso sede aziendale o ente accreditatoQuesta scelta mira a favorire maggiore interazione, confronto e coinvolgimento dei partecipanti, elementi fondamentali per un ruolo operativo come quello del Preposto.Formazione Preposti con IMPRESA 81IMPRESA 81 applica già da tempo la scadenza biennale per la formazione dei Preposti, in coerenza con la normativa vigente e con le più recenti disposizioni dell’Accordo Stato-Regioni.Sul nostro e-commerce sono già disponibili:→ Corsi base per Preposti→ Corsi di aggiornamento biennale (6 ore)entrambi conformi al nuovo ASR 2025, erogati in videoconferenza o in presenza.Vai al catalogo corsi Preposti 
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